
LA MOSTRA
Picasso, Miró, Dalí – Fare mondi
Tre grandi protagonisti dell’arte del Novecento, tre universi creativi, un’unica possibilità: trasformare l’immaginazione in nuove forme per fare mondi.
La mostra “Fare Mondi: Picasso, Miró e Dalí” ripercorre nascita e sviluppo di alcune tra le avanguardie più rilevanti del XX secolo attraverso l’opera di tre dei suoi protagonisti più famosi: Pablo Picasso, Joan Miró e Salvador Dalí. Tre sguardi singolari e rivoluzionari, un’eredità comune che ha mutato per sempre il volto dell’arte moderna e ha dato vita a simboli e linguaggi capaci di incidere ancora oggi sul nostro presente.
Il percorso espositivo, articolato in cinque sezioni, segue le tappe cardine del cammino dei tre artisti a partire dalla formazione: il fervore culturale della Catalogna – terra natale di Miró e Dalí e luogo di apprendistato artistico per Picasso – e il peso determinante di Modernismo e Noucentisme.
Dalla rottura condivisa con i canoni accademici al trasferimento nella Parigi delle avanguardie, tra incontri decisivi e svolte improvvise, il percorso restituisce il modo in cui ognuno ha costruito un linguaggio profondamente personale, concorrendo a dare forma al panorama artistico del secolo scorso.

Il segno, il colore e la materia diventano strumenti per inventare nuove realtà.
PABLO PICASSO
Nelle opere di Pablo Picasso, la figura si trasforma e la ricerca artistica attraversa linguaggi e materiali differenti, dalla carta alla ceramica.
JOAN MIRÓ
Joan Miró dà vita a un immaginario essenziale e poetico, fatto di forme libere, segni spontanei e colori intensi, in cui convivono leggerezza, ritmo e invenzione.
SALVADOR DALÍ
Salvador Dalí conduce invece lo spettatore in una dimensione visionaria, dove la realtà si deforma e si intreccia con il sogno, il simbolo e la riflessione sul mondo interiore.
La Divina Commedia
di Salvador Dalí
Il filo conduttore che interseca i loro percorsi artistici è sicuramente il Surrealismo - inteso come corrente ma anche come mezzo privilegiato di espressione dell’inconscio e dell’identità individuale - che ben rappresenta il cuore della mostra. Debitrice all’immaginario surrealista, sebbene realizzata negli anni della maturità dell’artista, è la serie di Dalì che illustra i 100 canti della Divina Commedia, esposta qui nella sua interezza per la prima volta a Lugano.
Un incontro tra letteratura e arte che dimostra come un’opera possa attraversare i secoli e generare nuove interpretazioni.

La mostra prosegue
La mostra prosegue con una sezione dedicata al consolidamento delle poetiche personali nel Secondo Dopoguerra e l’affermazione del successo internazionale. Infine, uno sguardo all’eclettismo tecnico che accomuna Picasso, Miró e Dalí: pittura, scultura, grafica, poesia, cinema, arti applicate e interventi in ambito architettonico e pubblico si fondono nel corpus di ciascuno di questi tre artisti che sfidano le classificazioni e moltiplicano i linguaggi dell’arte.
Con quasi 200 opere, “Fare Mondi: Picasso, Miró e Dalí” mette in scena, tra contrasti e affinità, un dialogo immaginifico fra tre menti visionarie, legate da ben più di una comune origine geografica.
Al di là della semplice celebrazione del mito, l’esposizione intende indagare la parabola dei tre maestri come specchio della storia del primo Novecento, segnata da guerre e dittature che in Spagna si protrassero fino alla metà degli anni Settanta. In tal senso, particolare attenzione è riservata a “Guernica” di Pablo Picasso e al 1937, anno della sua realizzazione, letta come intenso manifesto contro la guerra.
L'arte grafica come campo di sperimentazione
La nutrita presenza di opere grafiche evidenzia quanto, nel XX secolo, la stampa d’arte acquisti un ruolo di primo piano e divenga spesso il mezzo prediletto dagli artisti delle avanguardie in cerca di sperimentazione e di un rinnovamento del proprio linguaggio. Pur lasciando da parte il caso straordinario di Pablo Picasso, considerato il maggiore acquafortista del Novecento, con una produzione grafica sterminata e spesso in anticipo sulle sue stesse svolte artistiche, appare evidente che la maggior parte degli artisti dell’epoca si sia misurata con la grafica, concependola come una tra le molte possibilità del proprio repertorio tecnico.

Curatela
Curata da Vittoria Mainoldi, Picasso, Miró, Dalí – Fare mondi propone così un incontro con tre personalità straordinarie, mettendo in luce non soltanto la loro inconfondibile identità artistica, ma anche la capacità di sperimentare, reinventare le immagini e aprire nuove prospettive sulla realtà.